Le Insidie delle Videointerviste di Selezione

Tip per HR e Professionisti della Selezione del Personale – Parte 1

Normalmente vengono utilizzati per approfondire il curriculum, sostituiscono, migliorandola, la telefonata di prescreening con cui la società di selezione o l’HR manager decidono se convocare il candidato per un colloquio vis-à-vis.

I video colloqui sono da tempo entrati a far parte della selezione del personale per la comodità di poter eliminare le distanze oppure per agevolare la comunicazione in orari serali.

L’ERRORE DI FONDO: replicare il vostro modo tradizionale di fare i colloqui aspettandovi gli stessi risultati

In questo periodo molto particolare –  e non si sa per quanto tempo –  le videointerviste stanno invece sostituendo completamente i colloqui vis-à-vis e non senza implicazioni di cui è importante  essere consapevoli

Pensare di replicare un colloquio come siete abituati a farlo di persona, semplicemente trasportandolo su un dispositivo digitale e sperare di ottenere la stessa efficacia, è un’illusione.

Lo schermo è sinonimo di video, ma etimologicamente significa riparo, protezione, difesa.

Nel tempo avrete sicuramente personalizzato la vostra tecnica di selezione, avrete imparato quali domande fare e in che modo porle per avere non solo informazioni sulle abilità pratiche dei candidati, ma anche sul loro temperamento e sulla loro personalità per capire se sono le persone giuste da inserire in un determinato contesto aziendale. E poi avrete affinato il vostro intuito ed ora probabilmente vi ritenete uno/a che sulle persone “ci piglia” perché i vostri inserimenti hanno un elevato livello di successo. Ottimo.

Avete idea di quale infinito mondo di sensazioni partecipi a generare quella capacità intuitiva per cui i vostri inserimenti sono stati di successo?

E soprattutto, tutte quelle sensazioni,  riescono ad attraversare anche uno schermo? Ho una cattiva notizia per voi, ma anche una buona. La cattiva notizia è che no, non tutte le sensazioni passano, anzi si perdono molte informazioni importanti attraverso lo schermo. Quella buona è che ci sono dei metodi per supplire a questi gap che abbiamo studiato e verificato da tempo e che vi riveleremo se avrete la pazienza di leggerci

Ma prima diamo un po’ di fondamento scientifico a queste nostre affermazioni

Il biologo e ricercatore comportamentale austriaco  Gregor Fauma affronta questo tema in un articolo molto recente.

“La natura – scrive Fauma – ci ha fornito una serie di schemi di reazione a determinati stimoli che sono relativamente fissi. Tuttavia, non tutte le reazioni sono immediatamente visibili agli altri, anche se la maggior parte si. Un’emozione chiaramente visibile come gioia o rabbia è preceduta da una reazione invisibile. Gli ormoni devono prima ottenere l’intera cascata di conseguenze di un input attivo e funzionante. Se sei molto sensibile o allenato, puoi percepire molto presto le tue reazioni interiori, portarle nella coscienza e provare a controllarti un po’ prima che le emozioni prendano il sopravvento. Questo si chiama controllo degli impulsi – e dovrebbe essere una materia obbligatoria in ogni scuola”

DOVE SEI, FEELING?

E se gli stimoli non comparissero? “La videoconferenza in ufficio – prosegue – è uno di questi casi. Vediamo gli interlocutori, ma in modo parziale. Per lo più vediamo solo il viso e solo dalla parte anteriore. Inoltre, i programmi di conferenza web offrono la possibilità di levigare il viso durante la trasmissione. Colori, trame di superficie ed eventuali reazioni cutanee come rossore o sudore vengono filtrati. Può essere positivo per la vanità, ma danneggia in modo massiccio le nostre strutture di comunicazione. Perché?

Noi umani ci troviamo – nel contesto di un dialogo –  in una nuvola di feedback. 

Inviamo segnali e sperimentiamo quasi contemporaneamente come questo segnale viene ricevuto dall’altra parte: siamo in un circuito di feedback costante e ci manipoliamo l’un l’altro. 

Cosa vedo ?

Un’altra componente fondamentale in un colloquio di selezione è mantenere il contatto visivo.

 Il contatto visivo diretto è il segnale più intenso tra noi umani. S i parla di fissare. Le persone di solito controllano solo con i contatti oculari se il partner di conversazione è ancora presente. Il più delle volte, gli occhi ruotano attorno al viso e al corpo dell’interlocutore per raccogliere informazioni. 

(Gregor Fauma)

 E quindi abbiamo un problema:  quel contatto visivo è tecnologicamente più difficile nel contesto delle conferenze web. Perché?

Perché nei laptop la fotocamera si trova solitamente nella parte superiore del display, mentre la faccia trasferita è mostrata al di sotto di essa. Quindi dovremmo guardare nella telecamera e parlare perché l’interlocutore si senta guardato negli occhi. Però, così facendo, noi perdiamo di vista lo sguardo dell’altra persona.

La  soluzione a questo può essere un secondo schermo, posizionato dietro al monitor con la videocamera.

Ad esempio collocate il vostro smartphone sulla tastiera del pc con un piccolo sostegno e fate in modo che la telecamera punti i vostri occhi. Nello schermo del pc, invece guarderete il candidato. Con un po’ di pratica troverete la posizione giusta per la videocamera e vi abituerete a guardare il volto nello schermo retrostante senza più notare lo smartphone in mezzo.

In queste settimane di lockdown Sinthema è completamente operativa perché da sempre abituata al digitale.

Ma l’occasione ci ha permesso di fare uno studio più approfondito sulle videointerviste di selezione che saremo felici di condividere con voi. Nel prossimo articolo, che riceverete presto, affrnteremo gli “effetti alone” provocati dalle videointerviste che possono influire sulla nostra capacità di giudizio.

Fonte: Gregor Fauma – Der Affe im Homeoffice – und sein Problem mit der Webcam – DerStandard, 20th April 2020