LA LEADERSHIP DEL GUERRIERO FELICE

Quando giudichiamo gli altri, specie i nostri leader, valutiamo innanzitutto due caratteristiche: quanto sono amabili (in termini di calore umano, partecipazione affettiva, affidabilità) e quanto sono temibili (in termini di autorità e competenza). Perché queste caratteristiche sono così importanti ? Perché rispondono a due domande critiche ovvero “quali sono le intenzioni di questa persona nei miei confronti?” ed anche “è in grado di attuare concretamente le sue intenzioni?”. Queste sono quindi le due dimensioni che spiegano la maggior parte delle impressioni positive o negative che ci formiamo su coloro che abbiamo intorno.

Banalmente si potrebbe quindi dire che la leadership efficace si fonda su entrambe le dimensioni, ovvero il calore umano e la competenza. Ma quale privilegiare, ad esempio, da un punto di vista temporale: meglio mostrarsi subito amabili o competenti ?

Oggi quasi tutti i leader tendono a enfatizzare la propria autorità, la propria competenza e le proprie credenziali nell’ambiente di lavoro, ma è l’approccio sbagliato. I leader che esibiscono forza prima di creare un clima di fiducia rischiano di generare paura a cui si accompagnano dei comportamenti disfunzionali. La paura può infatti ridurre il potenziale cognitivo, la creatività e la capacità di risolvere i problemi, indurre i dipendenti a irrigidirsi e a perdere entusiasmo.

Mettendo al primo posto la competenza, si intacca la leadership. Il calore umano infatti contribuisce  in misura nettamente superiore alla valutazione che gli altri danno di noi e viene giudicato prima della competenza. Nel management, creare un clima di fiducia, accresce la condivisione delle informazioni, la trasparenza, la fluidità e la cooperazione.

Il Guerriero Felice è il leader più efficace e lo suggeriscono le neuroscienze

Il modo migliore per acquisire influenza sui propri collaboratori e colleghi, quindi, è la combinazione di calore umano e autorità. Un compito difficile, ma in realtà le due cose si possono rafforzare reciprocamente: la competenza che percepiamo in noi stessi ci aiuta a sentirci più aperti, meno minacciati e meno minaccianti nei momenti di stress. Quando ci sentiamo calmi e fiduciosi, trasmettiamo un senso di autenticità e empatia.

I leader più efficaci, indipendentemente dal genere, hanno un profilo fisiologico particolare, caratterizzato da un livello relativamente alto di testosterone e ad un livello relativamente basso di cortisolo.

Come funziona questo meccanismo? I neuropeptidi ossitocina e arginin-vasopressina, ad esempio, sono stati associati alla capacità di socializzare, di provare e manifestare empatia e di agire altruisticamente. Le sensazioni di forza e potere, anche nel regno animale, sono strettamente legate a due ormoni: il testosterone (che si accompagna all’assertività, al coraggio, alla competitività e all’assunzione di rischi) e il cortisolo (che si accompagna allo stress e alla reazione allo stress). Misurando tali livelli fisiologici (in uno studio condotto da J.Lerner, G. Sherman e A.Cuddy) si è scoperto che leader che dichiaravano meno ansia e meno stress della popolazione generale, manifestavano livelli di cortisolo nettamente inferiori. Quasi certamente perché avevano un maggior senso di controllo, un fattore psicologico notoriamente in grado di attenuare lo stress. 

 Questi leader affrontano i problemi senza farsi prendere dall’angoscia. Il loro comportamento non è rilassato, ma sono rilassati sul piano emotivo. Vengono assimilati spesso a dei “guerrieri felici” e l’effetto del loro atteggiamento su coloro che li circondano è oltremodo positivo. I guerrieri felici ci rassicurano, ci trasmettono che qualunque sia il problema che abbiamo di fronte, la situazione finirà comunque per risolversi. I collaboratori odiano l’incertezza, ma la tollerano molto meglio se possono contare su un leader calmo, lucido e coraggioso.

Ci sono esercizi fisici che aiutano a sviluppare la fiducia in se stessi e a modificare la chimica del proprio corpo per renderla più simile a quella di un guerriero felice. Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap consigliano di assumere “pose di potere” analoghe a quelle che simboleggiano forza e predominio nel mondo animale, posture aperte e sfidanti (immaginate Superman con le mani sui fianchi e le gambe divaricate che si erge in tutta la sua potenza). La ricerca sopra citata ha dimostrato che assumendo tali pose per un paio di minuti prima del confronto interpersonale, salgono i livelli di testosterone e scendono quelli di cortisolo.

Qualche consiglio pratico:

COME PROIETTARE CALORE UMANO

Tono di voce: il modo migliore per esprimere empatia con la voce è abbassare il tono e il volume, come fareste per confortare un amico. Ricercate un tono con cui traspaia il desiderio di mettervi sullo stesso piano di chi vi ascolta, da cui si deduca un senso di sincera condivisione, senza accenti eccessivi che suonano falsi.

In certi casi è utile raccontare un aneddoto personale, ad esempio ad un nuovo collaboratore raccontare quello che avete provato, tanti anni fa, quando eravate al loro posto. Può bastare per creare il tono giusto.

Validate I Sentimenti: Prima di decidere cosa pensano del vostro messaggio, gli altri decidono cosa pensano di voi. Se volete che vi ascoltino e concordino con voi, prima entrate in sintonia con loro. Riconoscete ad alta voce le paure e le preoccupazioni dei collaboratori quando parlate con loro. Se ad esempio la vostra azienda sta subendo una riorganizzazione, non glissate sull’argomento, ma guardate i vostri collaboratori negli occhi mentre dite “so che in questo momento tutti provano una grande incertezza e mi dispiace”. Vi rispetteranno per aver messo sul tavolo il problema e saranno più disposti ad ascoltarvi.

Sorridete e Fatelo Sinceramente

Quando vediamo qualcuno sorridere ed emanare un’empatia genuina, non possiamo fare a meno di sorridere a nostra volta.  Ovviamente la cordialità non è facile da simulare ed un sorriso di cortesia non inganna nessuno. Come trovare, quindi, un sorriso naturale ? Trovate qualche ragione per sentirvi di buon umore ovunque vi troviate eventualmente provate  a ridere di voi stessi.

COME MANIFESTARE AUTORITÀ’

L’autorità e la competenza si possono manifestare attraverso la posizione che si occupa e la reputazione di cui si gode, ma conta sempre anche il comportamento. Il trucco è sviluppare un atteggiamento autorevole senza apparire minaccianti.

Sentirsi Padroni Della Situazione  l’empatia è più difficile da simulare, ma la fiducia in se stessi è più difficile da acquisire.

Sentirsi degli “impostori” – non all’altezza della posizione occupata e costantemente a rischio di essere “scoperti” – è piuttosto comune.

L’insicurezza mina totalmente la capacità di trasmettere fiducia, entusiasmo e passione, le componenti

samuraidi una personalità attrattiva. Se vi considerate degli impostori, lo faranno anche gli altri. Detto questo, esistono degli accorgimenti, anche in questo caso, legati alle posture che possono dare aiuto.

Rimanere Eretti: Adottare una postura adeguata non significa tenere il petto in fuori come se foste sull’attenti, significa solo stare ben dritti per massimizzare lo spazio fisico che occupa il vostro corpo, questo fa la differenza nella percezione del pubblico, qualunque sia la vostra altezza.

Controllatevi: quando vi spostate fatelo con una meta precisa, anziché muovervi disordinatamente e in modo scoordinato. Muoversi scompostamente è segno di insicurezza, la compostezza è indice di calma. Combinatela con una postura adeguata e otterrete quel portamento che rivela equilibrio e stabilità, due aspetti importanti della leadership credibile.

Chi abitua i propri figli a stare dritti e a sorridere fa una gran cosa.

(tratto da HBR ITALIA, agosto 2013)